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Effetti del coronavirus: smart working dai Caraibi (per un anno)

L’emergenza coronavirus ha messo in crisi il settore turistico in numerose parti del mondo, inclusi i Caraibi. Per questo motivo il governo delle Barbados ha deciso di correre ai ripari proponendo di fare i bagagli e andare a vivere lì per un anno.

Un’occasione ghiotta per quanti lavorano da casa: anziché spostarsi nel Sud Italia, si potrebbe addirittura contemplare l’idea di trasferirsi ai Caraibi. La proposta sarebbe stata ipotizzata dalla premier Mia Mottley a causa del calo drastico di flussi turistici per via della pandemia di Covid-19: un possibile “timbro di benvenuto delle Barbados” potrebbe consentire a chi proviene dall’estero di restare a vivere sull’isola per poter lavorare da remoto.

Aprire i confini ai viaggiatori internazionali

Il 12 luglio le Barbados hanno riaperto i confini ai viaggiatori internazionali. Occorre ricordare che il 40% del PIL dell’isola deriva dal turismo, questo significa che il coronavirus, avendo dovuto bloccare aerei e navi da crociera, ha messo a dura prova il settore.

“Il governo è impegnato a lavorare con voi nella promozione di nuovi concetti come il timbro di benvenuto di Barbados di 12 mesi, potendo aprire i nostri confini alle persone che viaggiano”. Una volta arrivati sull’isola, i visitatori devono avere con sé l’esito di un test negativo al Covid-19 e rispettare l’obbligo di indossare la mascherina in aeroporto.

Fonte: Open

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