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Bassetti: si può tornare a scuola perché virus circola meno

Secondo l’infettivologo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, la circolazione del virus è bassissima, per questo si può tornare a scuola, anche perché è una necessità che non può più essere rimandata:

“Si deve tornare a scuola. Il rischio zero evidentemente non esiste, ma è un rischio che non possiamo non correre. Sono sette mesi che le scuole sono chiuse. Da sempre il rischio zero a scuola non esiste. Non è esistito con l’influenza, con il meningococco, con il morbillo e molte altre malattie infettive contagiose. Il rischio zero non esiste ma è calcolato come in tutte le altre attività, in tutto il resto del mondo”.

Riapertura delle scuole

“Per vocazione – prosegue l’infettivologo – guardo sempre fuori, ho studiato in America, lavoro con molti colleghi europei. In Inghilterra riaprono le scuole, la positività accertata tra studenti ed insegnanti è risibile e vanno a scuola normalmente“.

“Ma da noi, questa di oggi è la stessa scuola dove per 30 anni non ci si è preoccupati se i bambini fossero vaccinati per la varicella, morbillo, pertosse? La stessa scuola dove fino alla legge Lorenzin avevamo il 20% o più dei bambini che andavano a scuola non coperti dal vaccino per il morbillo, che può essere una malattia devastante; la stessa scuola dove non è stata mai prevista alcuna vaccinazione antinfluenzale per i ragazzi? La stessa scuola che oggi si pone il problema del Covid”.

Secondo Bassetti non vi è “nulla di scientifico” nel ritornare a scuola facendo una settimana in sede e una a casa con la dad, o nel bloccare le macchinette dei distributori automatici . “Se vengono usate le mascherine (non durante le lezioni), dov’è il problema di fare la ricreazione, di entrare a scuola assieme? Che differenza c’è? I ragazzi vanno al supermercato, negli autobus e negli altri luoghi di aggregazione”.

Come interpretare i dati dei nuovi contagi

Sulla lettura dei numeri relativi ai nuovi contagi in Italia Bassetti afferma: “Noi non abbiamo il 2% di positivi, noi abbiamo 98.500 persone che sono state testate che sono negative. Quindi vediamo le cifre al contrario. Perché il modo catastrofico di vedere i numeri di chi dice “moriremo tutti di Coronavirus, finirà il mondo, dobbiamo chiuderci in casa, dobbiamo chiudere le scuole, tappare i nostri vecchi in casa” oggi io non lo condivido. Era condivisibile a marzo e aprile, oggi no. Oggi è completamente errato”.

A differenza dei mesi iniziali di marzo e aprile, “prima venivano loro da noi, ora siamo noi che andiamo a cercarli. Prima c’è stato un momento in cui abbiamo avuto anche fino al 30% di tamponi positivi ma era una puntina piccola di un grosso iceberg. Oggi l’iceberg è tutto fuori e non è più un iceberg, è una cosa molto piccola perché in questo momento in Italia se c’è uno che ha un sintomo compatibile con il Covid gli fanno il tampone e quindi lo tiriamo fuori, e ciò significa che c’è una bassissima circolazione nonostante quello che si voglia dire”.

Stando a quanto sostiene l’infettivologo, siamo ai medesimi livelli di agosto per quanto concerne i positivi. La maggior parte delle nuove persone affette dal virus sono asintomatiche o poco sintomatiche.

“Oggi facciamo tanti tamponi, mai fatti così tanti anche se ne facciamo meno di quanti ne fanno altri Paesi. Ma la misura – spiega – la dà quanti, sul totale dei tamponi eseguiti, risultano positivi, perché se faccio 10mila tamponi e ho il 10% avrò mille positivi, se io ne faccio 100 di tamponi in percentuale avrò la stessa misura di positivi, quindi la misura per capire come stanno andando le cose è di andare a guardare quanti sono i tamponi positivi, in percentuale. Ieri che è stata forse la giornata con il più alto numero di tamponi mai fatto, circa 100mila, siamo a 1.444 positivi, quindi siamo all’1,5%. In sostanza siamo alla percentuale a cui eravamo a ferragosto, in qualche momento siamo andati al 2,5, poi siamo scesi all’1,8, cioè siamo sempre intorno ad una forbice tra l’1,5% ed il 2,5% sui tamponi fatti”.

Fonte: www.gds.it

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