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Coronavirus e turismo, i primi Paesi pronti a ripartire

L’emergenza coronavirus ha messo in ginocchio molti Paesi, ma in maniera diversa. Allo stesso modo, anche la ritirata del virus sta avvenendo in modo differente: in alcuni Paesi il lockdown è ancora in atto, in altri è partita la fase 2; altri ancora si stanno preparando a riaprire le frontiere per consentire nuovamente il turismo internazionale. La speranza è quella di salvare la stagione estiva e le vacanze che la contraddistinguono.

Qui di seguito ecco un elenco dei Paesi che sono più avanti, sebbene sia sempre importante mantenersi cauti.

Islanda

L’Islanda è certamente uno dei Paesi in cui il contagio è stato contenuto in misura maggiore. I confini saranno riaperti tra il 25 maggio e il 15 giugno ai visitatori provenienti dallo Spazio Schengen. Una volta entrato, ogni visitatore avrà 3 opzioni tra le quali scegliere: autoisolamento per 2 settimane, sottoporsi al tampone (all’inizio a carico dello Stato) per poi ricevere l’esito in poche ore, oppure portare con sé un certificato sanitario che attesti le proprie condizioni di salute.

Grecia

In Grecia è stato attivato un piano ad hoc per prepararsi ad accogliere i turisti internazionali dall’1 giugno. Così come per l’Islanda, anche qui le persone dovranno essere controllate dal punto di vista sanitario una volte entrate nel Paese. Le isole potranno essere raggiunte solo sotto stretto monitoraggio durante gli spostamenti e attenendosi in maniera rigorosa alle norme del distanziamento sociale.

Slovenia

In Slovenia è stato dichiarata la fine dell’emergenza, per questo il 12 maggio sono stati riaperti i suoi tre aeroporti internazionali (Ljubljana, Maribor e Portoroz). I voli commerciali dall’estero sono vietati fino al 12 maggio per gli aeroporti locali. In questo Paese l’ingresso era stato già consentito via terra ai cittadini dell’Unione Europea dal 15 maggio, ma si è poi deciso di cambiare rotta per riaprire gradualmente nel corso delle settimane.

Messico e Thailandia

Il Messico tornerà ad ospitare turisti internazionali, ma solo per alcune destinazioni: ad esempio, a Cancun, Riviera Maya e Los Cabos il turismo dovrebbe riprendere da luglio.

Per quanto riguarda la Thailandia, invece, i voli resteranno bloccati fino al 31 maggio, per poi garantire un turismo contingentato e orientato alle lunghe permanenze. Ogni visitatore dovrà presentare un certificato sanitario e sottoporsi a controlli rigidi per poter circolare nel Paese. Questi controlli saranno concentrati in zone apposite (come Phuket, Koh Samui e Koh Phangan), prediligendole rispetto ad altre meno controllabili come Bangkok e Pattaya.

Fonte: www.adnkronos.com

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