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Coronavirus, nelle Marche sangue iperimmune in cassaforte

Nelle Marche partiranno a breve le donazioni del super plasma per curare il COVID-19, precisamente lunedì prossimo. I soggetti arruolati sono stati selezionati tra le persone risultate positive al coronavirus e sono in tutto una sessantina; la maggior parte di loro risiede a Pesaro, una delle zone in cui si sono registrati numeri elevati di contagi (2.735) e vittime (522).

Caratteristiche del donatore

Per poter essere donatore, occorrono due caratteristiche principali:

  1. non deve avere malattie o infezioni varie
  2. deve essere una persona contagiata e guarita dal COVID-19, ma la sua carica di anticorpi deve essere sufficiente ad ottenere benefici dal punto di vista clinico.

A chi somministrare il sangue di paziente guarito

Quando si è iniziato a parlare della cura con il plasma dei pazienti guariti, l’emergenza coronavirus era nel suo periodo di massima potenza. Da Pasqua in poi il virus si è indebolito, facendo diminuire il numero dei contagi e dei decessi, ma soprattutto sviluppando polmoniti meno gravi. Ora gli ospedali sono sempre più vuoti e paradossalmente mancano i pazienti a cui somministrare il plasma, anche se questo è un dato assolutamente positivo.

Ecco le parole del professore Andrea Giacometti, primario della clinica di malattie infettive dell’Ospedale di Torrette e a capo del progetto di sperimentazione:

“Il calo dei numeri a livello clinico è stato davvero inatteso. Oggi nel mio reparto sono rimasti una decina di pazienti a nessuno dei quali è possibile somministrare il plasma, lo stesso dicasi per i colleghi di Pesaro. L’obiettivo è raccogliere tra 80 e 100 dosi terapeutiche da 600 ml per ogni paziente da dividere in tre sacchette da 200 da iniettare nei giorni 1,3 e 5 sullo stesso paziente, da Carlo Bianchi a Mario Rossi per intenderci. Se i pazienti mancano nessun problema, meglio così. Significa che il virus avrà dato una tregua, il plasma sarà comunque congelato e durerà un anno. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di donare il nostro plasma ad altre regioni che ne potrebbero avere bisogno. Così come è successo per altre pandemie in passato, è sempre meglio essere pronti e dotati di tutti i dispositivi necessari”.

Lunedì partono i primi prelievi

Lunedì partiranno i primi prelievi. La prima parte del procedimento sarà gestita dal Dipartimento internazionale regionale di medicina trasfusionale. A riguardo, la direttrice del DIRMT, Daniela Spadina, precisa: “I poli di raccolta del plasma sono tre, a Pesaro, qui a Torrette e a Fermo. Conteranno la compatibilità trasfusionale del candidato, le sue caratteristiche, sia che si tratti di un donatore dell’Avis, quindi avvezzo, sia una persona che per la prima volta si affaccia al mondo della donazione. Sarà importante la qualificazione sierologica dell’unità, tra il trattamento del prelievo per ridurre i rischi patogeni e l’effettiva carica di anticorpi”.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

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