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Coronavirus, i raggi ultravioletti riducono le polmoniti

La fase 2 sembra procedere per il meglio, si assiste infatti a un calo dei ricoveri, a una diminuzione generale delle patologie respiratorie e ad un aumento delle guarigioni da COVID-19. Anche i soggetti positivi ai tamponi si sono ridotti.

Ecco le parole del professor Vincenzo Bruzzese, direttore di Medicina interna e rete reumatologica nel Presidio Nuovo Regina Margherita di Roma: “Assistiamo a un progressivo, rapido calo dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva. Ciò è dovuto sicuramente alle misure di isolamento sociale adottate, ma anche alla bella stagione, e in particolare al ruolo dell’irradiazione solare. Infatti, non è tanto il caldo, l’aumento della temperatura, che influenza il ciclo del coronavirus, ma sono i raggi ultravioletti del sole che possono destabilizzarlo“.

Nuovi casi meno gravi

Quello che colpisce maggiormente è la scomparsa quasi totale delle gravi polmoniti interstiziali rispetto alle fasi iniziali dell’emergenza. Da fine aprile i nuovi casi sono meno gravi e il trattamento il più delle volte viene eseguito a casa.

“Anche nel nostro ospedale in Lombardia vediamo pazienti meno compromessi, da una settimana a questa parte abbiamo smesso di trasferire in rianimazione nuovi casi. I quadri respiratori sono cambiati”, a parlare è Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità.

“Nelle radiografie scompare il classico aspetto a vetro smerigliato dei polmoni, con ramificazione caratteristica bilaterale, sono pazienti gestibili senza invasività. Li supportiamo, al bisogno, con una semplice ventilazione. Insomma arrivano alla nostra osservazione casi molto diversi da quelli che vedevamo prima, e con un’assistenza adeguata possono tornare a casa. Anche i nostri pneumologi ritengono che il virus sia meno aggressivo. Dal punto di vista statistico si notano differenze significative, la mortalità nell’arco di due mesi è diminuita, grazie anche al fatto che si affrontano meglio i malati all’esordio”.

Coronavirus meno aggressivo in estate

Il numero delle persone attualmente positive è in netto calo, così come i ricoveri. Il professor Bruzzese sottolinea che:

Tutti i virus sono sensibili ai raggi solari. Durante la stagione estiva il sole splende, alla nostre latitudini, irradiando la superficie terrestre con UVB molto potenti. Questi, dicevo, possono destabilizzare la struttura del coronavirus, rendendolo meno contagioso, meno virulento, influenzandone il ciclo vitale. Ci dobbiamo aspettare quindi, d’estate, un calo dei contagi ma anche e soprattutto una malattia diversa, meno aggressiva e con meno complicazioni».

Fonte: www.quotidiano.net

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