Coronavirus sintomi: ecco cosa provoca

I sintomi variano in base al virus da cui si è colpiti, ma quelli più comuni sono difficoltà respiratorie, mal di gola, tosse e febbre. Nei casi più gravi le patologie possono evolversi in sindromi respiratorie acute, polmonite, insufficienza renale e addirittura la morte (con particolare riferimento ai soggetti più deboli: persone immunodepresse, anziani, pazienti affetti da patologie preesistenti, come malattie cardiache e diabete).

I sintomi si manifestano lentamente e in misura lieve, e l’incubazione del virus (cioè il periodo che intercorre tra il contagio e lo sviluppo dei sintomi) varia dai 2 agli 11 giorni, fino a un massimo di 14 giorni. Pur infettandosi, vi sono persone che non sviluppano malessere né sintomi.

Si stima che il tempo medio che intercorre tra il momento in cui una persona viene contagiata e quello in cui ne infetta un’altra sia di circa 7 giorni.

Chi viene contagiato guarisce dal COVID-19 senza sottoporsi a cure particolari (circa l’80% degli infetti), mentre ad ammalarsi gravemente, sviluppando quindi serie difficoltà a livello respiratorio, è circa 1 persona su 6.

Stando a quanto affermato finora, i sintomi (raffreddore, tosse e febbre) sono simili a quelli di una normale influenza, ma sono provocati da due virus differenti. È necessario, quindi, sottoporsi a esami di laboratorio specifici per effettuare una diagnosi accurata.

Come si contrae il coronavirus?

Alcuni coronavirus, tra cui il SARS-CoV-2 responsabile del COVID-19, vengono trasmessi da persona a persona, quindi il contagio avviene in seguito al contatto stretto con chi ne è affetto, ad esempio negli ambienti ospedalieri o tra familiari.

Come la maggior parte dei virus di questa tipologia, il nuovo coronavirus si trasmette principalmente per via aerea, cioè tramite le goccioline di vapore acqueo emesse col fiato, quindi sostanzialmente come si trasmette l’influenza.

Le goccioline del respiro si diffondono mediante:

  • saliva (starnutendo e tossendo);
  • mani (toccandole quando non sono ancora state igienizzate), naso, bocca e occhi;
  • contatto ravvicinato (faccia a faccia o quando si è a casa o in un ambiente chiuso insieme alla persona infetta).

Come si cura il coronavirus?

Il motivo per cui non esiste una terapia specifica per il coronavirus è lo stesso per cui non esiste una terapia ad hoc per l’influenza: sebbene siano disponibili degli antivirali, non vi sono farmaci in grado di sconfiggere un virus in particolare.

La terapia, in questi casi, è detta di supporto, cioè si vanno a combattere i sintomi e ad aiutare l’organismo affinché possa superare l’infezione in modo autonomo: il sistema immunitario produce gli anticorpi, quindi bisogna semplicemente dare una mano all’organismo che deve produrre da solo l’anticorpo specifico per il virus incriminato.

Per evitare di contrarlo, bisogna adottare lo stesso comportamento di quando non si vuole contrarre l’influenza. Tra le altre linee guida, evitare di stare a meno di 2 metri di distanza dalla persona malata con cui si sta parlando, tenersi alla larga dai luoghi affollati e lavarsi spesso le mani.

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