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Coronavirus, al via test sierologici per 150mila italiani

150mila italiani sono stati scelti per sottoporsi ai test sierologici, fondamentali nello studio degli anticorpi contro il coronavirus. L’indagine, avviata dal Ministero della Salute e dall’Istat in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, coinvolgerà duemila Comuni del nostro Paese.

Nessuno è obbligato a partecipare alla ricerca, ognuno può infatti decidere liberamente di rispondere alla chiamata ed eseguire il test: le persone scelte sono distribuite per sei classi di età, sesso e attività. Per quanto la scelta sia su base volontaria, la Croce Rossa Italiana sottolinea l’importanza di sottoporsi al test sierologico perché “conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi”.

Persone scelte per il test: come saranno contattate

Chi sarà scelto per il test sierologico sarà contattato telefonicamente dai volontari regionali della Croce Rossa Italiana. Le modalità del contatto saranno le seguenti:

  • sarà fissato un appuntamento per il prelievo del sangue (questo potrà essere eseguito anche al proprio domicilio in caso di soggetti vulnerabili o particolarmente fragili)
  • oltre alla chiamata, ad ogni persona sarà chiesto di compilare un questionario Istat preparato insieme al Comitato tecnico scientifico.

Il test sierologico è sicuro?

Alla domanda sulla sicurezza del test ha risposto a Tgcom24 Sandra Zampa, sottosegretaria di Stato alla Salute: “Il test serve a rilevare la presenza di anticorpi e dice in maniera non infallibile se una persona è stato malata o no. Se risulta positiva deve essere fatto un tampone che serve a capire se sei contagioso o no”, in modo da “togliere la contagiosità dal campo”.

Il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ha spiegato all’Ansa che: “La durata complessiva della rilevazione dovrebbe essere di 15 giorni. C’è però un campione anticipatorio di circa 20mila unità. Su una prima parte dei dati rilevati saremo quindi in grado di fornire delle anticipazioni”.

Dati in anonimato

Gli esiti dei test saranno in forma anonima e aggregata e potranno essere impiegati anche per altri studi scientifici. Ogni partecipante riceverà l’esito dell’esame e in caso di diagnosi positiva sarà messo in isolamento temporaneo domiciliare, nonché contattato dall’Asl per fare un tampone naso-faringeo al fine di verificare lo stato di contagiosità.

Tutti i soggetti scelti per i test sierologici saranno identificati con un numero anonimo, così da garantire la massima riservatezza. Nessuno potrà accedere a questi dati, fatta eccezione per chi lavora nell’indagine.

Fonte: www.quotidiano.net

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