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Covid Cuba: quattro vaccini a subunità “funzionano, ecco i dati”

A Cuba sono stati sviluppati quattro vaccini. Li hanno realizzati le strutture sanitarie locali negli istituti di ricerca autorizzati e ognuno di essi è stato approvato dall’ente cubano addetto: due dei vaccini cubani attendono anche il giudizio dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Di questi vaccini sono state inoculate circa 14 milioni di dosi e non solo sull’Isla Grande, ma in Venezuela, Vietnam e Iran. Alla popolazione locale è stata somministrata la prima dose almeno nel 50% dei casi, un dato che pone Cuba in grande vantaggio rispetto a tutti i Paesi poveri nei quali è difficilissimo avere una cura per il Covid.

Vaccino ai bimbi dai 2 anni in su

Uno dei vaccini cubani, chiamato Abdala, ha ottenuto il via libera per poter essere somministrato ai bambini dai 2 anni in su. Si tratta del primo caso al mondo in merito al quale si hanno informazioni, ma è bene sottolineare che a Cuba la ricerca pediatrica procede in maniera spedita: è evidente, quindi, l’intento del regime cubano di dare un segnale forte alla comunità internazionale.

Nonostante la situazione sociale ed economica del Paese sia difficile, sono stati fatti molti passi in avanti, rendendo gli scienziati sempre più fiduciosi. Lo confermano le parole di Vicente Vérez, direttore del Finlay, che ha affermato: “Abbiamo la capacità di produrre 100 milioni di dosi”. 

Vaccini a subunità

Con il Finlay, in prima fila per lo sviluppo dei vaccini, sta collaborando il ricercatore italiano Fabrizio Chiodo del Cnr di Pozzuoli, nonché docente di chimica all’Università de L’Avana.

In un’intervista ha spiegato cosa sono i sieri prodotti a Cuba: “Quelli cubani sono tutti vaccini a subunità, largamente utilizzati in clinica per via della loro relativa semplicità di preparazione e per il loro profilo di sicurezza, contenenti un frammento della proteina Spike del virus, chiamato RBD. A differenza dei più noti Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Sputnik, che sono a ‘materiale genetico’ in quanto veicolano l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus e, quindi, scatenare la corretta risposta immune”. 

Stando agli studi inviati all’Oms, i dati dei vaccini sembrano alti e promettenti. Per quanto riguarda il Soberana (parola che in spagnolo significa sovrano), i tre della serie sono efficaci al 91% su casi sintomatici della malattia, al 100% sulla morte e al 62% nell’evitare i casi gravi, percentuale che è sopra il 50% richiesto per ottenere la considerazione a livello mondiale. Per quanto riguarda l’Abdala, un tweet del Cigb ha comunicato con grande soddisfazione che il vaccino “mostra un‘efficacia del 92,28% nel suo schema a 3 dosi”.

Elevata immunogenicità: l’orgoglio di Cuba

Con immenso orgoglio gli scienziati cubani sottolineano i risultati elaborati dal laboratorio di virologia dell’ospedale Amedeo d’Aosta di Torino, con cui è stata avviata una collaborazione nella fase delicata della sperimentazione.

Il vaccino “Soberana Plus – dice il laboratorio guidato dalla dottoressa Valeria Ghisetti – si proietta in una posizione strategica particolare, ovvero come potenziale strumento di richiamo in soggetti già vaccinati o che abbiano superato in passato l’infezione spontanea. I risultati hanno dimostrato la sua elevata immunogenicità (maggiore del 96% di presenza di anticorpi specifici) e la sicurezza”. 

“Se tutto va bene, quest’anno verrà vaccinata l’intera popolazione cubana”, sottolinea Vérez, che dal 1980 lavora nel campo dei vaccini che in gran parte dei casi hanno estirpato dall’isola numerose malattie mortali.

Fonte: www.quotidiano.net

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