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Covid Italia, indice Rt scende a 0.81

Rispetto alla settimana precedente, l’indice Rt si è abbassato passando da 0.85 a 0.81. Lo dichiara la Cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute. In attesa che a partire dal prossimo lunedì 26 aprile nuove regole entrino in vigore, è possibile già affermare che il colore di molte regioni cambierà: tutte attendono il verdetto seguendo con attenzione i dati del monitoraggio sulla situazione epidemiologica in Italia.

Tuttavia, come sottolineano gli esperti, è necessario non abbassare la guardia: “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. È obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

Diminuiscono casi non legati a catene trasmissione

“Si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (29.892 vs 32.921 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in aumento (37,9% vs 37,0% la scorsa settimana). Anche in lieve aumento il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38,4% vs 38,1%). Infine, il 23,7% è stato diagnosticato attraverso attività di screening”.

Incidenza in lieve diminuzione

L’incidenza relativa al periodo 12-18 aprile, stando a quanto riportato nella bozza del report per monitorare l’epidemia, è diminuita lievemente: “Questa settimana si osserva ancora una lievissima diminuzione dell’incidenza settimanale (157,4 per 100.000 abitanti nel periodo 12-18 aprile vs 160,5 per 100.000 nel periodo 5-11 aprile, dati flusso Iss). Complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”.

Fonte: www.adnkronos.com

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