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Vaccino anti-Covid a dicembre, Italia tra i primi a ricevere le dosi

L’Italia potrebbe presto ricevere le prime dosi del vaccino anti-Covid, questo però avverrà solo dopo un’accurata fase di test. A illustrare la situazione è Matteo Liguori, amministratore delegato di Irbm Pomezia (azienda che sta collaborando nella sperimentazione), nel corso di un’intervista a La Repubblica: “Il report di Lancet è il primo risultato veramente importante pubblicato sul nostro candidato vaccino perché dimostra che è sicuro e non fa male a chi viene inoculato e stimola la creazione di anticorpi nel 90% dei casi. Con una doppia somministrazione, arriviamo al 100%”.

Valutare l’efficacia del vaccino di Oxford

Per quanto le notizie siano promettenti, è bene però procedere con cautela prima di affermare la sicura efficacia del vaccino di Oxford: “Per sapere se e per quanto ci protegge dal virus, dobbiamo aspettare i risultati della fase 2-3 della sperimentazione, attualmente in corso nel Regno Unito, in Brasile e in Sudafrica”. Il vaccino è in fase di test in zone dove i focolai sono più diffusi e forti.

“Dobbiamo avere la conferma che gli anticorpi immunizzano contro il Covid, ovvero vuol dire che sono in grado di impedire alla proteina della membrana del virus, la cosiddetta Spike, di aggredire il recettore Ace-2. E poi bisogna capire come reagiscono al vaccino i soggetti più fragili“. Attualmente la protezione ha una durata di circa 56 giorni: “Si tratta dell’intervallo di tempo del monitoraggio della fase 1-2”.

Italia tra i primi Paesi ad avere il vaccino

Tra i primi Paesi che riceveranno il vaccino c’è di sicuro l’Italia. Matteo Liguori ne è certo:

“Il nostro governo ha siglato un accordo con altri Paesi europei per avere una prima tranche di 60 milioni di dosi, che sarà divisa tra i partecipanti. Saranno distribuite con algoritmi e modelli di calcolo che fanno parte di quell’accordo, di cui però non siamo a conoscenza. Qualcuno lo avrà prima e qualcun’altro lo avrà dopo. Dipende anche da come e quando sarà validato dagli enti regolatori”.

Fonte: www.notizie.it

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