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La “mancata” pandemia da COVID-19 ad Honk Kong | NSOE, la comunità degli internauti

Desta stupore la “mancata” pandemia ad Hong Kong, la città cinese, ex-colonia britannica, che nonostante la relativa vicinanza a Wuhan, gli scambi commerciali con il resto della Cina, gli spostamenti delle persone da e verso la Cina e una popolazione di circa 7,5 milioni di abitanti che la colloca tra le città più densamente popolate al mondo, dall’inizio dell’emergenza CODIV-19 ad oggi conta solo 1200 casi confermati, 1104 guarigioni e 7 decessi.

Questo nonostante le note e numerose manifestazioni contro l’attuale governo filo-cinese di Hong Kong nelle quali non si rispetta certo il distanziamento sociale, anzi… più assembrati di così non si può.
Al 17 maggio 2020 i casi confermati erano 1053, i guariti 1022 e i decessi attribuiti al CODIV-19 erano 4 (fonte Wikipedia).
Ad oggi, 29 giugno 2020, i casi confermati sono 1200, i guariti 1104 e i decessi attribuiti al CODIV-19 sono 7 (fonte Wikipedia e The New York Times).
Paragonato al resto del mondo un’inezia.

Hong Kong: COVID-19 al 29 giugno 2020
I media mainstream fanno a gara per spiegare quale possa essere la causa di tale “virtuosismo” sanitario in relazione al COVID-19. Chi lo attribuisce all’uso della mascherina, chi al distanziamento sociale, chi al lockdown e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia, indagando un po’ più a fondo e in contesti più scientifici, è emersa la possibilità che la “mancata” pandemia di Hong-Kong possa essere stata favorita dall’utilizzo della vitamina B3, conosciuta anche come Niacina.

Fonte: nsoe.info (clicca per leggere l’articolo completo)

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