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La scienza conferma: “Mascherine riducono trasmissione aerea virus”

Le mascherine indossate correttamente rappresentano una barriera fisica efficace contro la trasmissione aerea del virus: nelle persone asintomatiche il numero delle particelle virali liberate col respiro si riduce. Lo conferma un articolo pubblicato su “Scienze”, a cura di Kimberly Prather e dei colleghi della University of California San Diego.

Stando a quanto appurato in questi mesi, il virus può essere trasmesso da individui asintomatici. Questo fa capire quanto sia importante sottoporre la popolazione a test sierologici e tamponi, indossare le mascherine e continuare a seguire la norma del distanziamento sociale.

Goccioline respiratorie, cosa dice la scienza

Stando a quanto diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, lavarsi le mani e praticare il distanziamento fisico sono norme frutto degli studi sulle goccioline respiratorie condotti negli anni ’30. Se in passato non esistevano strumenti per eseguire misurazioni precise, oggi abbiamo invece dati più attendibili: le goccioline di saliva prodotte in seguito a starnuti e tosse intensa sono in grado di creare migliaia di particelle aerosol che possono coprire distanze ancora più grandi.

Studi più recenti sul SARS-CoV-2 hanno portato a nuove consapevolezze: il virus, oltre che con le goccioline, può essere trasmesso anche attraverso queste particelle aerosol. Per esempio, con un solo minuto di conversazione ad alta voce vengono prodotte tra le 1.000 e le 10.000 particelle aerosol contenenti frammenti di virus sospesi nell’aria; queste continuano a restare per ore nell’aria non circolante, entrando nei polmoni con più facilità.

Mascherina, arma efficace contro le particelle aerosol

La diffusione del COVID-19 è stata frenata maggiormente in quei Paesi in cui la mascherina è stata usata di più. Cosa significa questo dato? Che è importante indossare questi dispositivi di sicurezza in tutti quei luoghi in cui si possono accumulare alte concentrazioni di virus, come aeroplani, strutture sanitarie, ristoranti e altri luoghi affollati dove la ventilazione è ridotta e la circolazione dell’aria non avviene frequentemente.

Fonte: www.adnkronos.com

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