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Covid, Sileri: entro 6 mesi disponibili tutti i vaccini

Ospite della trasmissione domenicale di Mara Venier è stato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, il quale ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito alla campagna di vaccinazione partita il 27 dicembre e finora legata all’unico vaccino approvato dall’Ema, cioè quello sviluppato da Pfizer-BioNTech.

“Il vaccino arriverà, ci saranno dosi scaglionate. Quando i vaccini saranno tutti approvati, le dosi saranno anche superiori alle esigenze della popolazione italiana. Verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili. Fin da subito vanno protetti operatori sanitari e anziani, poi la vaccinazione procederà con il resto della popolazione”.

Campagna di vaccinazione in Italia

Per vaccinare tutta la popolazione “ci sarà una rete territoriale e ospedaliera, saranno coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri. Tutta la rete sul territorio valuterà età, comorbilità e fattori di rischio per procedere alla vaccinazione con la somministrazione di due dosi”.

“È nata una polemica, non credo che siamo in ritardo. O meglio, non lo dico oggi. Prima di dire che siamo partiti male aspetterei almeno una settimana, dopo l’Epifania andiamo a vedere i dati. L’ideale è consumare tutte le dosi che ci arrivano ogni settimana“, sottolinea Sileri.

“L’obbligatorietà non è necessaria” ma “quando avremo più dosi dovremo monitorare cosa accade. Se dopo 2-3 mesi di campagna la vaccinazione non va avanti qualcosa deve essere fatto. Se un medico non crede a ciò che viene somministrato e a tutta la ricerca che c’è dietro, per me ha sbagliato lavoro. Sarà nostro compito spiegare agli scettici. Poi c’è una parte di no-vax che pensano che vengano iniettati microchip, e quella è un’altra cosa…”.

Riapprovarsi della vita con moderazione

“Ci aspettano ancora settimane difficili perché il virus continua a circolare. Ci sono varianti, come quella inglese, che sembrano contagiare di più. Dobbiamo resistere ma dobbiamo anche cominciare a pensare di riaprire qualcosa. Dobbiamo riappropriarci della nostra vita con moderazione, facendo un passo avanti e magari un passo indietro se serve. Ora non è il momento delle divisioni, dividerci ora significa rischiare troppo. Non è il momento opportuno per farlo”, conclude.

Fonte: www.adnkronos.com

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