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Vaccino di Oxford, riprende la sperimentazione

La sperimentazione del vaccino di Oxford, prodotto dall’azienda farmaceutica AstraZeneca e dal centro di Pomezia, era stata interrotta per via di una reazione sospetta manifestata da un paziente nel Regno Unito (uno dei 50mila volontari), per la precisione un’infiammazione spinale. Ora però ci sono risvolti positivi perché la sperimentazione è ripartita.

Il comitato tecnico indipendente ha eseguito una verifica appurando che reazione avversa e vaccino non sono collegati, quindi la sperimentazione può proseguire. La sospensione della fase di test aveva creato non poco pessimismo, ma la svolta di questi ultimi giorni ci permette di essere positivi in merito a uno dei vaccini su cui si stanno investendo più risorse e speranze.

Ecco le parole di Piero di Lorenzo, presidente di Irbm:

“Questo non è un gioco. Gli scienziati si assumono una responsabilità di fronte al mondo. La mancata relazione fra il candidato vaccino e l’evento avverso era evidente, visto che la commissione entro 24 ore dalla riunione si è espressa. Significa proprio che non c’è il minimo dubbio. Se fosse stato un fatto controverso, la commissione avrebbe richiesto molto più tempo, magari mesi. Invece è stato tutto rapidissimo.

Nel cammino di un candidato vaccino gli intoppi ci sono. Questa volta è stata data pubblicità alla cosa proprio per evitare dietrologie, trattandosi di una sperimentazione alla fine. Ma quando si fa un trial di Fase 3, siccome non sono volontari sani, ma anche con patologie importanti, è fisiologico e di routine che ci possano essere manifestazioni avverse. Poi nel 99,9% dei casi si dimostra che non c’è una relazione con il candidato vaccino. In questo caso, se ci fosse stato anche solo un dubbio la commissione si sarebbe presa molto più tempo”.

Fonte: www.quotidianodipuglia.it

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