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Vaccino di Oxford in fase 2: “Ben tollerato, soprattutto negli anziani”

Altre notizie positive giungono in merito ai vaccini anti-Covid. Si fa riferimento in particolar modo al vaccino sviluppato da Oxford, AstraZeneca e Irbm: attualmente in fase 2 della sperimentazione, dai risultati emerge che è ben tollerato, soprattutto negli anziani, inducendo una risposta immunitaria simile a quella indotta negli adulti più giovani.

I dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Lancet. Prima di poter affermare con certezza l’efficacia della protezione offerta dal vaccino contro il SARS-CoV-2, è necessario attendere i risultati della fase 3 della sperimentazione. Intanto ricordiamo che all’inizio di ottobre è stato compiuto il primo passo del percorso di approvazione quando l’Agenzia europea dei farmaci (Ema) ha avviato la rolling review.

Fase 2, test sui volontari

Nella fase 2 il vaccino è stato somministrato a 560 volontari così composti: 160 tra i 18 e i 55 anni, 160 tra i 56 e i 69 anni, 240 con più di 70 anni. Le persone sono state suddivise in 10 gruppi, ognuno dei quali ha ricevuto una dose bassa, standard o un vaccino di controllo (nello specifico quello contro il meningococco).

Una suddivisione ulteriore in due gruppi è stata fatta per i volontari con più di 55 anni: un gruppo ha ricevuto una sola dose di vaccino, l’altro due dosi, una 28 giorni dopo la prima. Sono state coinvolte solo persone sane che non hanno contratto il virus.

Effetti collaterali lievi

Gli effetti collaterali sono stati registrati nei 7 giorni successivi alla somministrazione del vaccino, ma i controlli proseguiranno per l’intero anno a partire dall’ultima dose ricevuta. Le reazioni avverse rilevate sono state lievi: mal di testa, febbre, dolori muscolari, dolore o indolenzimento localizzato nel punto dell’iniezione. Reazioni gravi si sono verificate in 13 casi, ma non vi è un collegamento diretto col vaccino.

Un dato molto importante da considerare riguarda gli effetti collaterali negli anziani, che sono stati molto meno frequenti. In tutte le fasce d’età gli anticorpi contro il coronavirus sono stati prodotti dopo 28 giorni dalla prima dose, e dopo 56 giorni dalla seconda. Per gli anticorpi neutralizzanti l’andamento è stato simile: 208 partecipanti su 209 li hanno sviluppati due settimane dopo la dose di richiamo.

Fonte: www.quotidiano.net

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